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Oggi è un giorno importante e decisivo

aristide (13/11/2009 - 22:23)

Casa de los Niños, 13 novembre 2009

Carissimi amici!

Oggi è un giorno importante e decisivo. Mi permetto di chiedere ad ognuno una preghiera semplice o un semplice ricordo nell'amicizia per chi magari non ha tanta domestichezza con la preghiera.

Alle 4 del pomeriggio ci troveremo davanti alla giudice, insieme a Tania, per fare chiarezza sul tema legale della compravendita del terreno in cui viviamo.

Io ringrazio Lucas e gli/le amici/che del Focolare per avermi insegnato la Comunione e la Fraternità gratuita sul modello delle prime comunità cristiane dove ognuno non considerava suo quello che aveva ma tutto era in comune tra tutti.

Ringrazio Tania e gli/le amici/che della Comunità per avermi insegnato a sognare il bene per i bambini e per i poveri, un bene non fatto di cose materiali, ma di amicizia spirituale, costante, quotidiana.

Ringrazio don Massimiliano e tutti gli amici e le amiche di Toano perché lì sono nato, in una famiglia povera ma cristiana, che ha formato il mio cuore.

Ringrazio gli/le amici/che della Casa de los Niños, in tutto il mondo, che siamo tanti!, per aver creduto e percorso con noi questo sogno ed aver dato forma ad esso in questo nostro villaggio che è un orgoglio per tanti e un piccolo seme di una umanità nuova, costruita sulla debolezza, ma fonte di bene e di gioia per tutti quelli che hanno modo di parteciparne.

Ci affidiamo a questo bene e non perdiamo mai il dono della gioia, del perdono e della possibile riconciliazione con tutti/e.

Vi abbraccio di cuore,

Ari

PS. So che gli avvocati delle "Suore" stanno leggendo i nostri messaggi: spero che pure a loro facciano bene

Casa de los Niños, 4 dicembre 2008

aristide (04/12/2008 - 00:23)

Nel pomeriggio di oggi, mentre passeggiavo per il giardino, si sono avvicinati due giovani, che stavano curiosando dentro la nostra proprietà attraverso il cancello.

 

Chiedendo scusa, si sono presentati. Uno di loro è un tenente che forma parte delle guardie del corpo del Signor Presidente della Repubblica Boliviana, Evo Morales. Il Presidente, infatti, è in visita alla nostra Regione e le sue guardie del corpo, mentre lui riposa, sono in libera uscita.

 

Guarda caso, questo nostro tenentino, aveva sentito parlare della nostra casa da William, l'amico, allenatore della Nazionale, durante un viaggio ufficiale in Argentina, qualche mese fa. E, guarda caso nuovamente, da ragazzino lui viveva con gli zii a un isolato da casa nostra, per cui oggi ne ha approfittato per tornare a dare un'occhiata al settore dove è cresciuto e per venire a fare un sopralluogo al nostro terreno. E così abbiamo fatto due chiacchiere amichevoli e un giretto per le casette e le altre costruzioni in corso.

 

Molto contento di quello che stiamo facendo, ci ha raccontato che, da piccolo, entrava di nascosto insieme a compagni discoli come lui- nella proprietà per rubare la frutta delle suore, ma che quando li sorprendevano, via di corsa a scansare le randellate delle suore più focose.

 

Un particolare veramente simpatico che ci fa dire che il mondo è veramente piccolo e che gli amici possono spuntare da qualsiasi angolo...

 

Anticipi un sogno che preferirei rimandare a domani: abbiamo chiesto il favore, a questo tenentino, di far atterrare un attimo, domani pomeriggio, l'elicottero presidenziale sul nostro futuro campo da calcio. Lui ci ha detto che farà tutto ciò che è nelle sue possibilità...

 

 

Sabato pomeriggio abbiamo in programma una piccola festa per tutti i vicini, che sono stati invitati con una bella letterina preparata dalle nostre ragazze e consegnata dai nostri bimbi. Ci saranno balli, giochi e scenette, oltre ad alcuni sfornati preparati dalle mamme della cittadella. Durante questa festa, che ha lo scopo di avvicinare quanti ci sono contrari, presenteremo gli sviluppi della cittadella, con i vari centri, e con i servizi di cui potranno beneficiarsi anche i vicini: scuola, ambulatorio, piscina, campo da calcio, eccetera. Vedremo se le persone avranno il coraggio di venire e che reazione susciterà la nostra cittadella. Qui tutti si stanno preparando con grande impegno!

Tag: terreno,frutta,sogno,festa,vicini

richiesta di aiuto

aristide (29/04/2008 - 22:56)

Salve a tutti!

 

Vorremmo che anche oggi la Mail arrivasse dalla Bolivia con il resoconto dei progressi delle casette, delle prime famiglie che le abitano, i racconti sui nostri bambini….., ma questa è una lettera dell’Associazione che, esasperata, rende tutti partecipi di quanto sta accadendo.

 

 

Fin dagli inizi tra alcuni di noi ed Aristide, era maturato un grande sogno: costruire un villaggio per dare un tetto e una prospettiva di vita dignitosa alle famiglie dei nostri bimbi ammalati di AIDS e a tante altre famiglie in gravissime difficoltà conosciute in questi anni.

Sapevamo che era un sogno, ma ci piaceva crederci….Poi nel 2006 è successo quello che allora chiamammo un miracolo:  una Congregazione di Suore Francescane che vivevano a Cochabamba ci offrirono un terreno di 48000 mq. ad un prezzo che ci sembrò interessante $ 240.000 (che poi diventarono 260.000 in quanto sul terreno ci sono due case un po’ vecchiotte ma perfettamente abitabili). Subito ci siamo fatti prendere dall’euforia, eravamo al “settimo cielo”, lì sarebbe potuto nascere il nostro villaggio, la “Cittadella Arcobaleno”! Ma tutti quei soldi per comperare il terreno non li avevamo.

Ci siamo riuniti, abbiamo discusso e alla fine abbiamo deciso di buttarci in questa “pazzia”, chiediamo alle Suore un anno di tempo per il pagamento, firmiamo il compromesso e iniziamo a lavorare per raccogliere i fondi. Molti di voi sapranno che le iniziative dell’Associazione sono tante e semplici: mercatini, cene di solidarietà, e tutto cio che ci può aiutare per raccogliere un po’ di soldi. Ma per questa impresa non ce l’avremmo mai fatta senza l’aiuto di tutti voi! Tante aziende del comprensorio, gli amici di Toano, Tressano,Casalgrande, Scandiano,  quelli di Levizzano , le Parrocchie e gli amici di Udine, tante persone anonime, i ragazzi di Roteglia coi Giochi d’Estate, tanti sposi che hanno devoluto al nostro progetto le spese delle bomboniere, soprattutto tanti bambini…….., insomma ognuno di voi ha contribuito affinché il sogno si andasse via, via concretizzando. E con largo anticipo abbiamo saldato il debito con le suore.

Tutto sembrava fatto, mancava solo la firma nell’atto definitivo.

Ora, a distanza di un anno , passato tra rinvii e nuovi appuntamenti, inaspettatamente per ottenere questa firma, le Suore ci chiedono 1.000.000 di dollari, motivando il fatto che i Vescovi Boliviani non possono dare loro l’autorizzazione per vendere ad un prezzo così basso. ASSURDO!!

 

Teniamo a precisare che le suore , quel terreno, lo hanno ricevuto in donazione!

La settimana scorsa,  sono arrivate al punto di citarci a un giudizio civile, in Bolivia, per dolo. INCREDIBILE!! E hanno delegato il processo ad avvocati pubblicamente conosciuti come poco raccomandabili. E ovvio che il denaro può annebbiare un po’ la mente e far perdere di vista gli insegnamenti di Gesù e gli esempi di San Francesco, di cui loro hanno abbracciato la fede e il carisma.

Noi abbiamo cercato di far loro capire che tutti quei soldi non riusciremo mai a metterli insieme, anche lavorando sodo e che non avremmo mai accettato l’acquisto a queste condizioni se lo avessimo saputo un anno fa.

Ora sul terreno si stanno terminando le prime 16 casette, alcune delle quali gia’ abitate dalle nostre famiglie. A noi non interessa essere proprietari di case o terreni in Bolivia…. Potremmo anche rinunciare a tutto, ma abbiamo preso un impegno con le famiglie , con i nostri bambini e con tutti coloro che con sacrificio ci hanno aiutati. Con quale coraggio possiamo dir loro: “ Scusate, ci siamo sbagliati!!! Dovete tornare a dormire e a morire nei vostri tuguri o per strada…..”

NO! Non è possibile, e soprattutto non è giusto!

Noi siamo decisi a batterci con tutte le nostre forze perché il nostro e il loro sogno possa diventare realtà! Questa storia, come dicevamo, va avanti da un anno e abbiamo sempre sperato di trovare una soluzione che non urtasse nessuno. Ma adesso abbiamo davvero bisogno di voi tutti! Vogliamo tentare con una “pioggia” di e-mail da indirizzare alla Casa Madre delle Suore, in Austria, ai Vescovi e alle Autorità Ecclesiastiche della Bolivia, per denunciare il nostro malcontento, il nostro malessere, la nostra indignazione di fronte a questo comportamento; per chiedere spiegazioni, motivazioni o per esprimere quello che il cuore ci suggerisce.

Un grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci in questa penosa ma necessaria battaglia per il bene!

Associazione Casa de los Ninos

un po' di storia

aristide (22/03/2007 - 23:11)

LA CASA DE  LOS NIÑOS, COCHABAMBA, BOLIVIA

- Un po’ di storia.
Io, Aristide Gazzotti, sono in Bolivia da oltre 8 anni. I 10 anni precedenti li ho vissuti in Cile. Sono professore di teologia, part-time, all’Universitá. I primi anni, insieme ad alcuni amici, avevamo una casa in affitto nel centro della cittá di Cochabamba e lí ho conosciuto la realtá di tanti bambini che scappavano di strada e vivevano sotto i ponti o sotto i portici, favoriti anche dal clima sempre temperato di questa cittá. Molti di loro fuggivano da “hogar” (centri di accoglienza) perché preferivano la vita avventurosa e senza impegni offerta dalla strada. Nel novembre del 2000, per la prima volta, ho dato ospitalitá a un bambino di 9 anni, Juan Carlos, che era fuggito da casa e proveniva da un’altra cittá. Si rifugiava da noi di notte e di giorno lavorava come custode di automobili. Dopo 3 mesi, abbiamo rintracciato la famiglia e l’abbiamo accompagnato, con il suo consenso, presso i genitori. Da allora abbiamo mantenuto i contatti con Juan Carlos e la sua famiglia. Lui ora sta finendo gli studi ed é di aiuto per la famiglia molto povera.

- Ragazzi di strada
Questa prima esperienza positiva mi ha spinto a provare con il reinserimento di altri bambini di strada che nel frattempo avevo conosciuto. Nel giro di due anni, ho ospitato nella mia casa, temporaneamente, oltre 100 bambini. La maggior parte é rientrata presso la propria famiglia. Con tutti é rimasto un rapporto bello e profondo. Il fatto di prendere contatto e di sostenere la famiglia di questi bambini mi sembrava la base necessaria per garantire la continuitá dei rapporti affettivi. Un fatto importante. All’inizio di agosto del 2003 sono venute a visitarmi in Bolivia Luciana ed Elisa, di Roteglia, che avevano sentito parlare della vita che facevo. Proprio in quel periodo avevo affittato una casa grande nella periferia di Cochabamba. Una casa bella, con tanto giardino e persino una piscina. Era un momento in cui, per il trasferimento, non viveva nessun bambino con me. Essendo la casa tutta vuota, a loro due é venuto in mente di aiutarmi a “mettere su casa”, curando ogni particolare con gusto e armonia.

- Casa de los niños
Pensavano fermarsi da me solo alcuni giorni, ma alla fine sono state per piú di un mese. Possiamo dire che allora, e insieme a loro, é nata “la casa de los niños”. Con loro sono entrati nella nostra casa altri bambini/e anche piccoli. E hanno iniziato a frequentare la casa anche i bambini piú poveri del settore. Ogni domenica avevamo piú di 100 bambini che ci accompagnavano. La piscina era la scusa perché potessero, oltre che divertirsi, anche lavarsi. Abbiamo cosí allestito una stanza in cui c’erano 2 docce con acqua calda, e armadi con vestitini adatti per poter cambiare i bambini.

- Inizi dell’Associazione
Di ritorno in Italia, Luciana ed Elisa hanno diffuso la nostra esperienza e da allora si é allargato il circolo di amici che ci conoscono a distanza e ci sostengono con tanto affetto e simpatia. Negli ultimi 3 anni, infatti, hanno continuato a venire a visitarci gruppetti di amici di Roteglia e di Tressano. In questo io vedo l’inizio della attuale Associazione Onlus.
Qui in Bolivia sono gli amici della Comunitá di Sant’Egidio quelli che ci accompagnano volontariamente e concretamente per la realizzazione delle nostre attivitá.

- Bambini in carcere con la mamma
In questi anni, abbiamo pure preso contatto con i bambini che vivono in carcere con la loro mamma. Da allora, sono oltre 60 quelli che conosciamo e che partecipano alle nostre attivitá. Di tutti i bambini che frequentano la nostra casa conosciamo la famiglia e la situazione economica e sociale in cui vivono. In media, le famiglie sono composte da 6 figli e vivono in stanze di fango e paglia su una superficie totale di 15 m2. Con i bambini svolgiamo soprattutto attivitá educative (doposcuola), ricreative e seguiamo il loro stato di salute. La nostra casa dispone, infatti, di una piccola ma rifornita infermeria, curata da un medico amico. Ogni giorno funziona una piccola mensa per i bambini piú abbandonati.

- Tribú Yuquis
Nell’ottobre del 2004 l’ospedale pubblico di Cochabamba ci ha chiesto aiuto nel caso di un bambino di 7 anni, proveniente da una tribú amazzonica (gli Yuquis), gravemente ammalato di tubercolosi e fortemente denutrito. Da allora lui é stato con noi finché la malattia ha vinto e ce lo ha strappato al cielo. David, cosí si chiamava, ci ha aperto le porte di questa tribú in estinzione, formata da un centinaio di famiglie, con tanti bambini ammalati. Continuamente vengono da noi (o noi andiamo da loro, dopo un avventuroso viaggio in canoa sul fiume): li alloggiamo e li accompagniamo nei tramiti ospedalieri. Siamo il loro punto di riferimento costante. Soprattutto, siamo loro amici. Due di questi bambini vivono attualmente con noi.

-Villaggi dell’altipiano, a 4000 metri
Fin dall’inizio della nostra esperienza, le circostanze ci hanno messo in contatto con due villaggi dell’altipiano boliviano, tra i piú poveri e abbandonati del sudamerica, con un reddito annuo di meno di 300 euro. In uno di questi villaggi (Karpani) abbiamo messo su una scuoletta con un professore amico che  parla la loro lingua e una mensa per i bambini piú piccoli. Quest’anno abbiamo costruito casette nuove per ognuna delle 26 famiglie del posto. Nell’altro, di nome Ñuñumayani, abbiamo costruito un asilo e stiamo rifacendo i tetti delle case per le 54 famiglie del luogo.

- Centro Educativo sulla Collina di Buena Vista, nella periferia sud di Cochabamba
Da poco arrivato in Bolivia, ho conosciuto una zona molto abbandonata della periferia sud di Cochabamba e la gente del posto mi ha chiesto aiuto per potere costruire una scuola per i molti bambini del settore, lontani dal centro e le cui famiglie erano emigrate dai villaggi sperduti dell’altipiano. Sempre in quel periodo, ho avuto la fortuna di conoscere una signora boliviana residente negli Stati Uniti insieme al marito. Con loro é nata una bella amicizia e il frutto concreto di questa amicizia é stata la creazione, nel giro di pochi anni, di un centro integrale educativo per oltre 1.000 bambini e ragazzi di quel settore prima abbandonato: Buena Vista. Il Centro comprende una scuola, con 24 aule, un asilo, con 6 aule, un forno che gestiscono le mamme dei bambini, un consultorio medico in fase di allestimento e una chiesetta per tutta la zona. Dalla nostra casa riusciamo a mantenere i contatti con le autoritá della scuola per garantire una buona educazione di tutti quei bambini. L’amicizia con Emma e Benoit, gli amici che vivono negli Stati Uniti, continua ancora, bella e confortante, e grazie a loro abbiamo ricevuto anche tanti stimoli e aiuti concreti per poter portare avanti le iniziative delle nostra casetta.

- Bambini con AIDS
In febbraio del 2006 l’Ente locale per i minorenni ci ha affidato una bambina di 2 anni colpita da AIDS visto che né la famiglia né altre istituzioni avevano il coraggio di farsene carico. Oggi, 19 marzo, María René sta bene e compie 3 anni, e per la prima volta potrá festeggiarlo in una casetta, in una famiglia, insieme a tanti altri bambini tra cui pure Sebastian, pure lui ammalato di AIDS, Juan Manuel di 1 anno, Isabel di 4 anni, entrambe abbandonati dai genitori, e che da alcuni giorni vivono nella nostra casetta.

- Nascita ufficiale dell’Associzione “Casa de los Niños”
In maggio del 2006 é stata approvata ufficialmente la creazione della nostra Associazione Onlus, legata soprattutto alle persone che sono venute a farci visita in questi anni qui in Bolivia o che ci seguono dall’Italia con un affetto tutto speciale.

- Terreno in proprietá
A ottobre del 2006, dopo anni di vagabondaggio da una casa all’altra, ci é stata offerta, nella periferia di Cochabamba, proprio dove agiamo con la maggior parte delle famiglie povere nostre amiche, una proprietá di oltre 45.000 m2, con due casette ed altri ambienti da restaurare. Da gennaio di siamo trasferiti in questa proprietá che da domani diventerá ufficialmente proprietá della nostra Associazione (il 20 marzo firmeremo il documento di trasferimento).

- Il futuro: il villaggio arcobaleno
Uno dei sogni che ha suscitato l’esperienza di questi anni é il desiderio di poter dare una casa alle famiglie dei nostri bambini, le famiglie piú povere che abbiamo conosciuto. Nei mesi di inverno i bambini sono sempre ammalati perché le loro casette non hanno protezione, spesso senza vetri e a volte senza porte e i bambini sono senza alimentazione adeguata. Si tratta di oltre cento famiglie in grave necessitá.
Questa nostra proprietá ci offre la possibilitá di costruire le casette per le nostre famiglie e allo stesso tempo ci permette di vivere accanto a loro con la “casa dei bambini” e tutti i servizi annessi. Infatti, ci sembra indispensabile poter crescere insieme, nello stesso habitat, per affrontare insieme i problemi di ogni giorno, condividendo l’esperienza di una famiglia grande.
L’idea é quella di costruire un villaggio, a cui abbiamo dato il nome per noi significativo di “villaggio arcobaleno”, con la casa de los niños al centro, e attorno 134 casette per i bambini e le loro famiglie conosciuti in questi anni, casette piccoline, di 60 metri quadrati, tutte uguali e belline, con gli ambienti necessari perché ognuno dei membri possa vivere lí degnamente. In un primo tempo, le famiglie riceverebbero le case in comodato, con un regolamento speciale per poterne usufruire, praticamente con un contributo minimo mensile (tema che stiamo definendo legalmente in questi giorni).
Nello spazio della nuova proprietá vorremmo pure le casette per i bambini ammalati di AIDS e di tubercolosi, per ricomporre, nella misura del possibile, le loro famiglie, e per accoglierli bene. Vorremmo una casa-famiglia per i bambini abbandonati o in difficoltá che ci vengono affidati per un periodo. Vorremmo una casetta per le persone di passaggio, tanto dell’altipiano come della zona tropicale. Abbiamo in mente una scuoletta per i bambini che sono costretti sin da piccoli a lavorare e che, senza istruzione, saranno emarginati per sempre. In questo senso, abbiamo giá iniziato in queste settimane una scuoletta per 15 ragazzini/e, che non sanno né leggere né scrivere.
Vorremmo un piccolo consultorio medico, per le tante necessitá di salute che continuamente affrontiamo. Sogniamo un salone multiuso, per realizzare le attivitá principali di appoggio ai bambini nei giorni di maltempo. Vorremmo una piscina grande perché quando ne avevamo una piccolina l’abbiamo sfruttata a piú non posso, e bambini ne erano felicissimi. Vorremmo tanto spazio verde ben curato, con campetti e parco-giochi, per lo svago e il divertimento sano dei bambini. Pensiamo pure in laboratori, soprattutto per dare lavoro alle mamme dei nostri bambini, in modo che possano essere di sostegno per le loro famiglie. E non vogliamo dimenticare gli ambienti per tutti gli amici che continueranno a venire dall’Italia (o da altri Paesi!) a visitarci e a darci una mano.

L’idea di fondo é quella di mantenere l’amicizia concreta con tutte le persone conosciute in questi anni, tanto i bambini di strada, come i bambini ammalati o in carcere, e con tutte le loro famiglie, spesso prive di speranza. Con tutti vorremmo condividere la nostra vita e quello che abbiamo, in uno spirito di vera solidarietá umana.

C’é inoltre un aspetto importante da tener presente.
Noi non ci sentiamo bravi o soddisfatti per quello che facciamo.
Noi ci sentiamo contenti perché la condivisione e l’esperienza di questi anni hanno creato un circolo grande, grande di amici, soprattutto intorno a Roteglia, Toano e Tressano, Sassuolo e Casalgrande (incluso Houston ed altri paesi, non vorrei dimenticare nessuno, ma da troppi anni sono lontano dall’Italia e non ricordo bene i nomi). E l’amicizia costruita in questi anni vale molto piú delle azioni concrete che magari realizziamo o che abbiamo in mente perché quella veramente edifica il cuore di ognuno di noi e lo rende sveglio e capace di vibrare per sempre a favore di altri fratelli e sorelle piú piccoli e meno fortunati di noi, capace di riaccendere la speranza e il sorriso nel loro cuore. Credo che questa sia una luce bella che illumina per sempre la nostra vita.