Dicembre 2009

DLMMGVS
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Ultimi post

I miei links preferiti

Diffondi i contenuti

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag patate

Casa de los Niños, Natale 2009

aristide (25/12/2009 - 18:44)

 

 

“Quando arriva Natale?”, chiede più volte ansioso Sebastian nei giorni che precedono questa festa così speciale per i bimbi e per i grandi.

 

Natale arriva così, nella Casa de los Niños di Cochabamba: è proprio Sebastian che mi sveglia in pianto alle 4 del mattino perché vuole andare in bagno e in stanza non c’è luce. Mentre lui è in bagno, guardo fuori dalla finestra, dalla stanza dei bimbi, per vedere come sarà il tempo. Le nuvole stanno riempiendo il cielo, mi dispiace proprio: ieri era una giornata bellissima, piena di sole ed anche a sera dominavano le stelle. Avverto i primi tuoni in lontananza. Prego, dentro di me, affinché non piova. In genere, a Natale, piove dopo le 4 del pomeriggio, quando la nostra festa è finita. Invece, quest’anno, la pioggia arriva sin dal mattino, rendendo la giornata triste e uggiosa: come faremo con i preparativi se la pioggia ci disturba?

 

A dire il vero, la sera prima, ci eravamo trovati tutti insieme per la messa e  per scambiarci i regali a sorpresa. Ogni famiglia doveva pensare qualcosa di speciale per un’altra famiglia, senza farsi scoprire e senza spendere soldi: un regalo della fantasia e dell’amore. Una sorpresa molto riuscita e  gradita da parte di tutti, con un abbraccio e un brindisi a suggellare questo primo momento di festa. Anche qui una sorpresa fuori programma: al momento del brindisi, spariscono 7 bottiglie di spumante. Non sapremo mai che fine hanno fatto, ma è Natale e non tempo di investigazione.

 

Alle 6 del mattino, chiamano per telefono: non è per fare gli auguri dall’Italia, come sempre succede a chi non tiene in conto la differenza di fuso orario. E’ una famiglia dell’altipiano che deve ricoverare d’urgenza una giovane mamma. Indichiamo che devono rivolgersi all’ospedale e non alla “Casa de los Niños”. Un’ora dopo, richiamano per dirci che nell’ospedale non ne vogliono sapere di loro. E’ sempre la solita storia: sono poveri, sporchi, non parlano lo spagnolo ed è Natale. “Non c’è posto per voi!”.

 

Così, alle 8, sotto la pioggia, cambio di piani: prendo un taxi e vado in ospedale. La cosa si risolve in una decina di minuti. Questa famiglia dell’altipiano sarà la prima a prenotarsi per il nostro pranzo. E’ al completo: bimba appena nata, mamma, papà e nonna. Hanno il vestito per la festa: sono poveri e sono dei nostri, magari imprevisti, ma ben accolti, in tutti i modi.

 

Quest’anno, il giorno di Natale lo festeggeremo in due posti diversi: qui nella cittadella e nella scuoletta della zona sud, Huayrak’asa. Prevediamo le presenza di 500 persone qui da noi e 200 a Huyrak’asa.

 

Siccome piove, altro cambio di piani: invece di usare gli ambienti della scuola, grande, appena terminata, ma in mezzo al campo e con tanto rischio di fango, sarà meglio prepare i tavoli nel salone grande, qui vicino a tutti. Facciamo la prova e ci stanno 65 tavoli da 8.

 

Alle 9 ognuno è ai posti di combattimento! Le mamme si incaricano del riso, delle patate, dei pomodori e dell’insalata. Del pollo si incaricherà un altro gruppo “specializzato”. Io mi incarico di comprare i 700 gelati! Nei giorni precedenti, sempre le nostre mamme hanne preparato 300 panettoni per ognuna delle famiglie invitate. Le Suore del Rosario (Suor Bruna) ci hanno da poco regalato gli apparecchi completi di un forno industriale per cui li spianiamo a tutto fuoco per le feste di Natale! Sempre le Suore ci hanno regalato 35 polli, giusto quelli che servono per la cena di Natale delle nostre famiglie della cittadella. Qui tutto arriva al momento giusto!

 

L’invito è per le 12, ma a mezzogiorno non è arrivato ancora nessuno: si saranno spaventati per il maltempo? Ma non piove più per cui possiamo terminare di decorare il salone di ultimare per bene gli ultimi dettagli. I bimbi e le bimbe della cittadella, guidati da Lucero (una mamma del focolare), hanno pronta la loro rappresentazione natalizia. Si sono ben preparati, coi loro vestitini, e fervono nell’attesa. Siccome le domeniche precedenti siamo andati a chiedere aiuto nelle chiese, sono arrivati tanti volontari, giovani e famiglie, per dare una mano. Io sono in cucina a lavare le pentole. All’una mi avvisano che nel salone non c’è più posto: è tutto pieno! E ci sono tante altre famiglie in arrivo. Come facciamo? L’idea viene dai nostri. Andiamo in falegnameria, qui fuori, a preparare, con i materiali da costruzione, tavoli e panche. Siccome non piove più, possiamo usare il giardino qui davanti al salone. Detto e fatto: in una mezz’oretta si improvvisano e si moltiplicano i tavoli e le seggiole, come si sono moltiplicati gli ospiti.

 

Alla fine, infatti, contiamo la presenza di quasi 700 persone qui da noi! Mai successo prima. Sono venuti proprio tutti! Di riso ce n’è abbastanza, ma il pollo dobbiamo dividerlo e dare pezzi piccoli ai bimbi. I gelati non li possiamo moltiplicare e alcuni rimangono senza, ma non se ne fanno un problema, tanto è bello e fraterno il clima che si vive tra tutti. Non distribuiamo neppure i panettoni perché non ne avremmo a sufficienza e qualcuno rimarrebbe male. Lo faremo nei prossimi giorni, così avremo una scusa per visitare di nuovo le famiglie.

 

La pioggia se ne è andata, un timido sole chi accompagna, i volontari che la prima volta arrivano da noi, sono molto felici: “E il più bel Natale della mia vita” ci confessa una ragazza. Un gruppo di giovani  di una parrocchia ha portato 140 regali per i bambini. Ma i bambini sono oltre 300 e allora dobbiamo tirar fuori le nostre scorte. E ce n’è per ognuno.

 

Viene pure il Padre Antonio e lui si incarica della benedizione e del ringraziamento finale.

 

Con un applauso, verso le quattro, finisce questa festa di Natale. Un Natale sereno, in cui non ci sentiamo stanchi, in cui tutti hanno potuto dare una mano e sentirsi felici e accolti. Un Natale con la nostra famiglia, quasi al completo. Una famiglia grande ma bella. E anch’io mi commuovo un po’...

 

Abbiamo il tempo di pulire e mettere in ordine tutto, con calma e con l’appoggio di tanti. Lasciamo il salone ordinato così magari servirà anche per l’ultimo dell’anno. Anche il parco è ordinato, senza cartacce per terra.

 

Ci ritroviamo in una quarantina per la preghiera, alle 5 del pomeriggio, fuori, in giardino, davanti a Gesù e davanti ai fratelli.

 

Natale è la festa del ringraziamento e possiamo ringraziarci reciprocamente per una giornata tutta prioettata verso gli altri, verso gli ultimi, verso i nostri fratelli e le nostre sorelle. Non ricordiamo niente delle cose tristi dei giorni precedenti..., non ne abbiamo nè la forza nè il tempo.

 

Solo possiamo dire grazie e scoprire che il nostro cuore è più grande.

 

E la nostra cittadella sempre più bella!

 

il compleanno di Zaidita

aristide (12/07/2007 - 22:46)

Oggi siamo stati a Vacas, il paesino di Evita, perché era il compleanno di Zaidita, la bimba ammalata al cuore. Siamo andati nel pomeriggio, con i bambini, meno JManuel. Durante le due ore di viaggio, Evita non ha aperto bocca. Quando siamo arrivati, non voleva salutare nessuno. Tutti erano meravigliati al vederla cosí cambiata e in salute. Poi sono state chiamate la nonna e la zia. Neppure loro, Evita voleva salutare. L'ho dovuta convincere ad avvicinarle e a dare un bacino... La nonna voleva che Evita ritornasse a casa perché i vicini l'accusano di averla abbandonata. "Neanche per sogno", ho detto io. Evita rimane da noi! Quando verrá suo padre, vedremo con lui come meglio fare. Evita non ne vuole sapere di ritornare al suo paese, figuriamoci!
Prima di ripartire, Suor Cherubina che ha sempre "regali speciali" da farci, questa volta ci ha fatto veramente dei regali. Proprio in questi giorni, con tante colonie dei bambini, avevamo finito lo schampo, il sapone e i detersivi vari e lei ce ne ha regalati una scatola di ognuno. Non
avevamo più patate e così ce ha dati due sacchi. Erano finite le lenticchie, e allora ne è arrivata una borsa. Non avevamo più sale in casa (strano, non succede mai) e la suora ce ne ha regalati 20 chili. E poi un sacco di cose ancora: zucchero, quinoa, fave, piselli, grano, bevande, ecc. Un vero ben di Dio. Eravamo andati per festeggiare un compleanno e siamo ritornati carichi di regali.
Al ritorno, nonostante fosse tardi, siamo passati all'ospedale a trovare la mamma di Maria Renè, che è stata operata ieri all'intestino. Cammina già, ma ha vari dolori che la tengono in preoccupazione. Non abbiamo parlato con i medici per cui non sappiamo bene come sarà l'evolversi dell'operazione. E' commovente vedere Marìa Renè che da sotto la finestra della mamma la saluta e le manda bacini, e l'invita a riposare. Stasera le offriva fiori gialli che crescono in un'aiuola proprio sotto la finestra. E poi vedendo un tubo coperto con un cerotto che le esce dal naso, diceva triste che la mamma ha la bua sul nasino...
Si impara tanto dai bimbi in questo periodo. Evita, in macchina, al ritorno, tutta contenta e con la sua solita parlantina ritrovata, faceva notare che Sebastian e Marìa R. non hanno imparato ancora a condividere perchè continuamente dicono: "Questo è mio, questo è mio!". Sono tutti dei tesori preziosi che il cielo ci ha regalato.
JManuel sta un po' meglio e speriamo che si riprenda completamente se no tra un po' sparisce, tanto è magrino... Di lui devo ricordare che adesso, ogni volta che scendiamo dal secondo piano, dove ci sono le stanze da letto e passiamo davanti alla stanza dipinta, lui si aggrappa alla porta di uscita e indica, con tutte le forze che ha, che vuol andare a giocare nella stanzetta dei bimbi. Non dice una parola, ma si fa capire benissimo!
Adesso vado a letto. Il latte l'ho già preso. Speriamo che i bimbi facciano i bravi stanotte. Con il sonno che ho, credo che non li sentirei...
Ciao, ciao! Poi mando le foto di oggi. C'é anche la foto dell'asino famoso...

tutto procede bene

aristide (19/05/2007 - 01:06)

Hola,qui dalla Bolivia tutto procede bene.Le giornata sono cosi intense che appena iniziate sono gia' finite e nonostante i buoni propositi di scrivere spesso il piu' delle volte il sonno e la stanchezza hanno il sopravvento. Le nostre mail sono "appunti di viaggio" che scriviamo man mano che abbiamo un  po' di tempo tra le mille cose da fare.Qualche giorno fa siamo andati a fare visita ad alcune famiglie. Una e' quella di Edwin, un ragazzino di 13 anni colpito da sclerosi multipla.Lui e la sua famiglia vivono in una stanza con una cucina a gas, un tavolo e alcuni sacchi di patate.Gli abbiamo portato una carrozzina a rotelle che potra' usare in casa, specialmente per i suoi bisogni,senza che la mamma debba ogni volta sollevarlo.Poco distante abita un'altra famiglia, umile ma ordinata (ci hanno offerto un "refresco" di mele Buono!) La mamma e' stata operata da poco da un medico italiano che conosce Ari, ma non sta proprio bene, forse un'infezione. Le hanno consigliato una medicina, un "remedio",ma non puo' comprarlo (qui non esiste il Servizio Sanitario Nazionale!), ma la provvidenza,( Ari in boliviano )se ne fara' carico. Qualche Km piu' lontano un'altra famiglia e un altro problema. Il piccolino di casa, gia' nato prematuro, ha un'ernia inguinale e in piu' una tosse insistente e secca. Anche qui la provvidenza ha lasciato il nome del medico a cui rivolgersi all'ospedale infantile, naturalmente a suo nome e con le spese a suo carico. A tutte le famiglie abbiamo ´portato un po' di viveri, e noi se ne siamo tornati con le orecchie e il cuore pieni di "gracias"
Giovedi'sera abbiamo partecipato alla distribuzione dei panini e delle bevande calde alle persone che vivono per strada. Prima ci siamo accordati con le ragazze della comunita' sul percorso da seguire, poi con Ari e Antonio, il nostro ragazzino di cui vi parlero' prossimanente,siamo partiti per la distribuzione dalla via piu' importante di Cochabamba. Li' alcune donne con i loro bambini vivono vendendo qualche sigaretta e alcuni dolciumi, il tutto esposto in un cestino.Vengono anche da paesi lontani e restano li' fino a notte fonda fra l'indifferenza totale dei passanti.Fanno compassione con quelle poche cose da vendere in una strada piena di negozi, bar, birrerie. Niente in confronto a quello che abbiamo visto poco dopo su un ponte del fiume.Due ragazzini di strada si sono avvicinati appena hanno sentito la parola "pan".Ari ha chiesto quanti erano a vivere li'  sotto e di chiamare gli altri. In un attimo sono spuntati una ventina di ragazzi sporchi,spettinati, con indosso qualsiasi cosa potesse coprirli.Con due balzi erano da noi. Un panino era poco "per favor, un amigo" mi dicevano con
occhi che sembravano saltare da quel viso impastato di fango.Ho dato tutti i panini che avevo, due, tre a ciascuno con un misto di compassione e di paura. Poi ne ho visto uno mangiare...un panino in bocca quasi senza masticarlo da mandare giu' a fatica e lo sguardo sull'altro. Avrei voluto avere cento, mille panini da dargli per lui e i suoi compagni.
Da Cochabamba  e' tutto. Un saluto ai Rotegliesi e un grazie a chi ci risponde.
betty e pino

saluti dalla bolivia

aristide (13/05/2007 - 01:02)

Hola,qui tutto procede bene. Le persone sono cordiali, sorridono e ti fanno sentire a casa.Non c'e' nessuno che entri o esca di casa senza salutare. L'educazione, almeno per quanto riguarda le persone che frequentano la casa, e' qualcosa di naturale.Anche i bambini che vengono per il pranzo, stanno seduti a tavola, parlano sottovoce, si alzano solo quando hanno finito e se vogliano qualcosa in piu' chiedono sempre " por favor"  e "gracias" quando hanno ricevuto qualcosa.E poi ci sono i piccoli di casa : M.Rene', Evita, Sebastian e J.Manuel.Sono come tutti i bambini, a volte píangono e fanno i capricci, ma hanno della buone abitudini, dettate dal fatto che  vivono insieme e le proprie esigenze , per quanto possibile, fanno allineate con quelle degli altri:orari stabiliti per mangiare, andare sul vasino, la nanna ...e i bambini le vivono con serenita', come qualcosa che da' loro sicurezza e guai a sbagliare qualcosa a cui loro sono abituati, ti riprendono subito!
Oggi voglio parlare del bambino piu' buono del mondo:J.Manuel.Ha 15 mesi, ha i piedini deformi e passa il suo tempo nel box con i suoi giocattoli. Non si lamenta mai, adesso, per esempio, sta mettendo dei dentini, morde tutto, ma il massimo che fa e' qualche brontolio. Ha un sorriso meraviglioso con quale mette in mostra gli incisivi. E' piccolino, un passerotto, anzi un colibri', come lo chiama Ari. Ha un "leccatina "nei capelli che fa si' gli stiano dritti sulla fronte.Ogni volta gli lo guardiamo pensiamo  a come sarebbe stata la sua vita che non avesse trovato questa casa, lui cosi' indifeso. Ha la TCB e appena avra' terminato la cura sara' sottoposto all'operazione per sistemare i piedini.
Mercoledi' siamo andati sull'altipiano per portare latte e frutta al villaggio di Karpani. E' stata una bella esperienza.l paesaggio e' straordinario: arido, con qualche macchia coltivata e tanta roccia che e' una cartella -colori per tutte le tonalita' di marrone che si possono vedere dal beige al bruno , passando dall'ocra al rosso .. Lassu' in mezzo alle montagne vivono queste comunita' di una ventina di famiglie che coltivano la terra: patate e qualche cereale.Sono fuori dal mondo, isolati dalla civilta' con pochissimi mezzi, freddo e tante montagna intorno. In compenso loro indossano abiti coloratisssimi e finemente decorati. I primi abitanti di Karpani si abbiamo incontrati prima del villaggio sulla "mulattiera".Appena hanno sentito il clacson della macchina si sono "arrampicati" con una velocita' incredibile dal campo alla strada.Il villaggio e' composto da poche case molte con il tetto in paglia  e 2 o 3 con mattoni e una copertura piu' stabile, una piccola scuola e una chiesetta. La gente si scalda con sterpaglie, usa i muli come mezzo di trasporto e vive con poco , patate e un po' di zucchero e olio che compra  con quel po' di denaro che ricava vendendo i cereali.Non sono denutriti, ma mal nutriti, mancano di vitamine, di ferro...Mentre si distribuiva  il latte  e la frutta, Tania, la ragazza che aiuta Ari, spiegava come utilizzare le medicine: creme,sciroppi... E' gente povera, che vive veramente con poco, ma ha una sua dignita' che si rispecchia anche  nel villaggio ordinato ,niente a che vedere con le persone conosciute in citta' che vivono in mezzo alle immondizie. Si puo' essere diversi anche nella poverta' .Sono le 23,30 vado a letto come tutti gli altri, anche perche domani, domenica ci aspetta una giornata intensa ( veramente qui le giornate sono sempre intense!!)
Bacioni a tutti e alla prossima. betty e pino

la corsa dei vasini

aristide (18/04/2007 - 23:39)

Ciao!
Anche oggi mi hanno chiamato persone del villaggio tropicale per dirmi che vari bambini stanno male e che vorrebbero che andassimo presto a trovarli... Forse riusciremo la prossima settimana. Stasera mi ha chiamato il papá di Raquel, la bimbina che nei giorni scorsi ha compiuto un anno . Sembra che stia male e che l'abbiano portata all'ospedale piú vicino ma i medici non ci saltano fuori... Cosí pure é per Ari Severino e per Ximenita Cartagena..
Ma non so come faremo se andiamo al villaggio a portare qui da noi i bambini ammalati... Io in questo periodo non riesco a dormire molto... con tanti bambini bravi, ma sempre piccoli... Ma importante é andare lá visto che non hanno molti appoggi... Un abbraccio, domani andiamo all'altipiano per vedere come stanno i nostri.
Ari e bimbi

Un'altra cosa ancora: voglio pure comunicare che i bambini hanno inventato un sport tutto loro, qui a casa: é la corsa dei vasini! Non so come gli sia venuto in mente, ma quando si mettono seduti sopra i vasini, cominciano a trascinarsi per tutte le stanze a fanno le corse a chi arriva prima in fondo alla stanza. Immaginatevi che divertimento! Ma non ci sono solo i vasini.
Oggi mando la foto dei bimbi con Marcela sul dondolo, qui in giardino. Bella, vero?
Inoltre, alla lista delle medicine aggiungo. sciroppi per la tosse naturali per bambini e vitamine sempre per bimbi
Grazie!!!

Oggi siamo stati a Ñuñumayani e abbiamo visto tutti i bambini. Spero riuscire a mandare le foto! Abbiamo portato viveri per tutte le famiglie. I bambini erano molto contenti e pure le famiglie. Io ho fatto il mio solito giro su e giú per i monti, con un po' di sforzi.... ma sono riuscito a rientrare. Le famiglie ci hanno regalato patate appena cotte nella terra, come segno di affetto. Tutto bene, dunque. Ora speriamo poter andare al tropico, a vedere i nostri bimbi ammalati.
Poi daremo notizie.