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Dalla finestra dei sogni realizzati...

aristide (13/10/2009 - 11:38)

Ogni tanto trovo il tempo di fermare gli occhi e il cuore per dare un'occhiata dalla finestra magica, quella che dalla nostra casetta si proietta fuori e vede scorrere davanti a sè il volo dei nostri sogni che come per incanto si materializzano. E' proprio vera quella frase che usiamo spesso: l'essenziale - i sogni realizzati - si vede solo con gli occhi del cuore.

Giorni fa, per esempio, godevo al vedere -qui sotto la nostra finestra magica- il salterellare gioioso in giardino della nostra piccola Eva. Giocava felice insieme ai suoi cuginetti, e il suo volto brillava per la spontaneità e la fantasia che fa inventare ai bambini, dal nulla, ogni sorta di divertimento. Quel volto sereno di bimba felice e spensierata ha allontanato per sempre il ricordo della tristezza e del dramma delle bruciature sulle sue guance, dolore vissuto dentro la sua famiglia, e che l'ha portata qui da noi per curarla e ritrovare il senso di una vita che prima - assurdamente- era considerata sprecata per lei.

Vedo salterellare giocosa la piccola Evita, e allontanarsi dalla nostra finestra, dal nostro giardino, e correre incontro alla sua mamma, che l'aspetta un poco più in là. Evita non alza lo sguardo verso la finestra magica. Lei ora ha il suo orizzonte: un casa, una famiglia, una mamma, dei nonni, dei cuginetti, degli zii a cui rivolgere il suo sguardo e il suo cuore. E non ha certo rimpianti. Evita è l'immagine della serenità conquistata che passa sotto la nostra finestra. E io, ingenuamente come i bimbi, ringrazio l'asino che le salvò la vita, anni fa..., e la portò qui. E questo mi fa felice, immensamente.

Con una certa commozione, invece, e quasi con un nodo in gola, dalla finestra dei sogni realizzati fisso spesso il mio sguardo, in questi giorni, sul piccolo Manuel (lo conoscemmo in ospedale proprio quando andavamo a trovare Eva, ricoverata là per oltre un mese appena arrivò da noi). Ogni fine settimana, ed anche a metà settimana, la mamma Wilma, insieme agli altri due fratellini, Carla e Martín, lo viene a prendere per portarselo a casa, la casetta nuova, lá fuori, nel villaggio arcobaleno, una casa con finestre, con letti, con cucina, con la luce e l'acqua calda, con un bagno nuovo, una casa vera, insomma, mica il tetto di lamiere all'aperto sotto cui vivevano prima. E Manuel applaude felice e grida: »Mami, mami!«, e poi si lancia con le sue gambette curve verso la sua mamma che l'aggiusta, come tutti i bimbi poveri boliviani, nel suo aguayo (tela) colorato, e se lo mette a tracolla. E Manuel ci saluta e se ne va felice, barcollando sulle spalle della mamma, verso la sua casetta in compagnia della sua famiglia, quella vera. Piano piano Manuel si stacca da noi, dalla nostra casetta... L'abbiamo pensato così e così si sta realizzando... La famiglia di Manuel è la più povera del nostro villaggio arcobaleno, ma è la sua famiglia, è il suo tesoro, e questo non ha prezzo, e questo supera qualsiasi povertà materiale. E poi la sua famiglia è qui con noi! Manuel ha imparato a camminare, sta imparando a parlare, e sta riprendendo vita dentro la sua famiglia e sta dando vita alla sua famiglia.

Il nodo in gola è perché il duro Ari, che non piange mai, vede uno dei suoi angioletti sparire piano piano dietro l'angolo del giardino e la separazione si sente... Dalla finestra dei sogni realizzati oggi abbiamo salutato Lisa che è partita per rientrare in Italia, dopo questi bei mesi della sua vita che ha voluto regalarci. Anche lei ha voltato l'angolo e non la vediamo più qua fuori, come non vediamo più tutti gli amici e le amiche che quest'anno e gli anni scorsi hanno condiviso con noi la loro vita: e con tutti abbiamo costruito un rapporto molto, molto bello! E anche qui si sente lo strappo, la separazione, perchè non abbiamo vissuto invano questi mesi insieme!

Ma dalla nostra finestra magica continuiamo a vedere Lisa, e continuiamo a vedere tutti. Vediamo i bimbi che si fanno abbracciare, vediamo i bimbi che si fanno chiamare, vediamo i bimbi che si fanno coccolare e viziare, vediamo i bimbi che si fanno lavare, vediamo i bimbi che si fanno raccontare una favola prima di addormentarsi, vediamo i bimbi che hanno adesso un cuore grande che abbraccia tutti gli amici e le amiche che li hanno curati in questo tempo. Vediamo l'amore, l'affetto e la simpatia di tutti che riempiono il cuore dei bimbi e il nostro cuore.

Da questa finestra contempliamo il senso della nostra casa e del nostro villaggio che danno vita, danno significato a tutti i piccoli gesti, e seminano speranza e gioia, e un po' di bene. Dalla nostra finestra vediamo tante rondini portare in cielo il grazie di tutti noi per chi è volato fin qui a condividere la sua vita e a farsi contagiare dalla bellezza e simpatia dei nostri piccoli...

il compleanno di Zaidita

aristide (12/07/2007 - 22:46)

Oggi siamo stati a Vacas, il paesino di Evita, perché era il compleanno di Zaidita, la bimba ammalata al cuore. Siamo andati nel pomeriggio, con i bambini, meno JManuel. Durante le due ore di viaggio, Evita non ha aperto bocca. Quando siamo arrivati, non voleva salutare nessuno. Tutti erano meravigliati al vederla cosí cambiata e in salute. Poi sono state chiamate la nonna e la zia. Neppure loro, Evita voleva salutare. L'ho dovuta convincere ad avvicinarle e a dare un bacino... La nonna voleva che Evita ritornasse a casa perché i vicini l'accusano di averla abbandonata. "Neanche per sogno", ho detto io. Evita rimane da noi! Quando verrá suo padre, vedremo con lui come meglio fare. Evita non ne vuole sapere di ritornare al suo paese, figuriamoci!
Prima di ripartire, Suor Cherubina che ha sempre "regali speciali" da farci, questa volta ci ha fatto veramente dei regali. Proprio in questi giorni, con tante colonie dei bambini, avevamo finito lo schampo, il sapone e i detersivi vari e lei ce ne ha regalati una scatola di ognuno. Non
avevamo più patate e così ce ha dati due sacchi. Erano finite le lenticchie, e allora ne è arrivata una borsa. Non avevamo più sale in casa (strano, non succede mai) e la suora ce ne ha regalati 20 chili. E poi un sacco di cose ancora: zucchero, quinoa, fave, piselli, grano, bevande, ecc. Un vero ben di Dio. Eravamo andati per festeggiare un compleanno e siamo ritornati carichi di regali.
Al ritorno, nonostante fosse tardi, siamo passati all'ospedale a trovare la mamma di Maria Renè, che è stata operata ieri all'intestino. Cammina già, ma ha vari dolori che la tengono in preoccupazione. Non abbiamo parlato con i medici per cui non sappiamo bene come sarà l'evolversi dell'operazione. E' commovente vedere Marìa Renè che da sotto la finestra della mamma la saluta e le manda bacini, e l'invita a riposare. Stasera le offriva fiori gialli che crescono in un'aiuola proprio sotto la finestra. E poi vedendo un tubo coperto con un cerotto che le esce dal naso, diceva triste che la mamma ha la bua sul nasino...
Si impara tanto dai bimbi in questo periodo. Evita, in macchina, al ritorno, tutta contenta e con la sua solita parlantina ritrovata, faceva notare che Sebastian e Marìa R. non hanno imparato ancora a condividere perchè continuamente dicono: "Questo è mio, questo è mio!". Sono tutti dei tesori preziosi che il cielo ci ha regalato.
JManuel sta un po' meglio e speriamo che si riprenda completamente se no tra un po' sparisce, tanto è magrino... Di lui devo ricordare che adesso, ogni volta che scendiamo dal secondo piano, dove ci sono le stanze da letto e passiamo davanti alla stanza dipinta, lui si aggrappa alla porta di uscita e indica, con tutte le forze che ha, che vuol andare a giocare nella stanzetta dei bimbi. Non dice una parola, ma si fa capire benissimo!
Adesso vado a letto. Il latte l'ho già preso. Speriamo che i bimbi facciano i bravi stanotte. Con il sonno che ho, credo che non li sentirei...
Ciao, ciao! Poi mando le foto di oggi. C'é anche la foto dell'asino famoso...

betty e pino

aristide (27/05/2007 - 22:54)

¿Hola, que tal? Qui sempre tutto bene.Pino ha trapiantato tutte le piante grasse del giardino e ha fatto un angolino molto bello; abbiamo finito di tinteggiare di bianco la stanza de giochi dei bambini e ho appena finito di fare i disegni, presto penseremo al colori.Con i bambini il rapporto si consolida sempre piu'. Sono cosi' affettuosi!!Evita, per esempio, ha preso l'abitudine di farsi abbracciare la sera piu' volte da me, che la preparo, poi da Pino che a porta a letto. E' una bambina piccola, minuta. Fa una strana impressione, la guardi e pensi: una bambina di due anni, poi la osservi come parla, come si muove , tutte le cose che vuole fare da sola e ti rendi conto che di anni ne ha quattro. Va alla scuola materna e parte con il suo zainetto tutta impettita. Dovevate vederla il giorno che le abbiamo regalato la tutina nuova e le scarpe! Anche lei, come tutti i bambini che sono qui, ha una brutta storia alle spalle. Abitava in un paese, Vaccas, a 43 Km da Cochabamba. Di lei si sa che non ha genitori ed era affidata alla nonna. Viveva con un asino, in condizioni molto precarie. Qualcuno dice che forse e' scoppiato un incendio e l'asino per la paura ha sfondato la porta. Evita si e' lanciata fuori ed e' corsa in piazza. Qualcuno l'ha notata e l'ha portata alle suore del paese. Aveva e ha tuttora una bruciatura a diverse cicatrici  sul volto.Ora sta cominciando a prendere peso, ma quando e' arrivata qui era denutrita, pochi capelli e i denti tutti rovinati. Le suore l'hanno mandata lontano dal paese per evitare che incontrasse di nuovo i parenti. Qui e' serena e ha trovato tante persone che si occupano di lei e le vogliono bene.Speriamo che presto trovi anche una famiglia.
Oggi vorremmo parlarvi di alcuni aspetti caratteristici di questo luogo, cosi'diverso dal nostro mondo, eppure cosi' simile a quello che siamo stati...
Il mercato per esempio, la "cancha" una citta' nella citta'.E' un dedalo di viuzze dove si aprono dei "negozietti"tutti appiccicati con buona parte della mercanzia esposta all'esterno : riso, pasta sfusa, carne, frutta scatolame e poi ogni genere di  articoli: abbigliamento, utensileria, mobili...Il tutto in settori abbastanza separati, per cui quando si attraversa il "reparto" per esempio, frutta si viene invasi da un profumo dolce e penetrante, ma vi lasciamo immaginare gli odori, anzi la puzza  del reparto carne:manzo, interiora, pezzi di pollo, che qui vendono in quantita' industriali e che ciascuno sceglie da se'.Qua e la' nella cancha, come sui marciapiedi, numerose donne vendono, esposte su degli stracci, poche cose, per lo piu' frutta e verdura:un mucchietto di patate,un po' di peperoni, qualche pomodoro...E poi ci sono quello con le cariole che si muovono sperando di vendere qualcosa. Pino dice  che il primo investimento per una attivita' commerciale sta proprio nella cariola, che comunque e' un po' piu' in alto dello stare a terra.E poi c'e il cambiavalute, l'ometto dei gelati sfusi, con il suo carrettino, quelli che vendono spremute e quelli che, sempre per strada, friggono o grigliano a tutte le ore. Ci pare di avere capito che qui non c'e' orario per mangiare, basta che ci sia, poi il luogo e il tempo non contano.C'e' sempre una moltitudine di persone che si muove  dentro e intorno alla cancha: chi compra, chi vende, ma anche tanti bambini che passano li' la loro giornata, insieme alla madri, che dormono, mangiano e giocano su questi stracci.Per oggi e' tutto. Alla prossima. Betty e pino