daniel
Casa de los niños, 9 ottobre 2009
Carissimi e carissime! Ringraziamo di cuore per tutto l'affetto che ci avete comunicato al ricevere la notizia dell'arrivo di Daniel nella nostra casa, ieri pomeriggio. Si sente che siamo davvero una famiglia unica sparsa nel mondo, e questo è un regalo immenso!
Questa notte, il piccolo Daniel è volato in cielo, per raggiungere Toño, Paola, David, Zaida, Luciano, Marina e tutti i nostri che in qualche modo questa nostra casa ha unito. E' volato circondato dall'amore di tutti noi, l'unica cosa che potevamo offrirgli, quella vera.
Stavamo preparando il suo latte e lui con gli occhi aperti ci ha guardati come a volerci salutare. Ora, con la sua mamma presente, con tutti i bimbi della scuola e con tutte le famiglia, nel mezzo del nostro villaggio, andremo a salutarlo e a ringraziarlo, anche a nome vostro che l'avete conosciuto solo per foto, un attimo prima della sua partenza per il cielo.
Noi siamo felici, pur nel dolore. Ringraziamo Daniel di averci regalato questi ultimi istanti della sua vita nel cuore della nostra casa, nel cuore del nostro villaggio, nel cuore delle nostre intenzioni che sono solo di bene per tanti.
Lui rimane con noi!
Siamo proprio una bella famiglia!
Un abbraccio forte, forte a tutti e tutte.
Ari con tutti e tutte del villaggio arcobaleno e della casetta de los niños
Toño
19 giugno casa dei bambini....
Carissimi, mi dispiace dover scrivere.... e dover condividere con voi anche questi momenti difficili e di cui non riusciamo ancora a capire il senso profondo e vero....
Stamattina dovevamo portare Toño a una visita medica perché negli ultimi giorni la sua situazione di salute (mentale) era peggiorata e avevamo programmato con i nostri medici una sua degenza in ospedale. Per questo motivo, e anche perché era diventato molto violento nelle ultime settimane, da lunedí era rientrato presso la sua famiglia.
Quando siamo arrivati a casa sua, alle 9, insieme ad Emilio e al Padre Antonio, l'abbiamo trovato a letto immobile... Era andato in Cielo, durante la notte, improvvisamente....
Non so spiegare e non so tirare fuori le parole giuste....
Mi/ci dispiace tanto e non eravamo preparati....
Da quasi 5 anni condividevamo la stessa casa e la stessa vita, con alti e bassi, ma con lo stesso desiderio di bene per lui, scappato dai genitori quando era piccolissimo e cercando di essere per lui una famiglia vera che l'accettava cosí com'era....
Gesú se l'é strappato per sé...
Toño era nel cuore di tutti quanti l'hanno conosciuto proprio per la sua diversitá e originalitá. Tanti di voi avranno un ricordo suo, bello e originale come lui, con il nome stampato sul seme secco dell'albero del nostro giardino...
Conserviamo insieme questo regalo con la certezza di poter riabbracciare Toño, tutti insieme, con gioia, in Cielo.
Vi abbraccio e vi ringrazio, pur con le lacrime agli occhi.
Ari
grazie paola
Casa dei bambini, 7 maggio 2008
In questa nostra casa abbiamo sinora accompagnato bambini o ragazzini con il sogno di un futuro bello per loro. Lo esprime molto bene María René al mattino, quando, appena sveglia, mi dice: “Nos hemos despertado alegres esta mañana, no ve? (Ci siamo svegliati contenti questa mattina, vero?)”.
Da oltre una settimana mi sveglio con il dubbio sullo stato di salute di Paola, la mammina di 23 anni che abbiamo accolto insieme ai suoi due piccoli perché lei, ammalata terminale di AIDS, ha voluto stare accanto ai suoi figli, fuori dall’ospedale, per vivere gli ultimi istanti vicino a loro.
In 10 giorni ha perso 8 chili e ora ne pesa 28. Si alza solo una volta al giorno dal suo letto che abbiamo preparato nella stanza di sotto, di fronte al televisore, ma non riesce a tenersi in piedi da sola. Ieri mattina ha ricevuto dal nostro parroco l’olio sacro degli ammalati, e la si vede piú serena, anche se non dice quasi una parola.
Mi incarico di cambiarla e pulirla, oltre a prepararle i brodini di pollo che in qualche modo la sostengono. Ogni mattina riceve la comunione e si fa il segno della croce.
Nel pomeriggio di oggi mi ha stupito perché l’ho sorpresa a cantare in karaoke davanti al televisore. Stasera, invece, era molto sofferente perché lo stare sdraiata le provoca piaghe e forti dolori alla schiena. Mi sono seduto sul suo letto e ho cominciato a massaggiarle le spalle. Tutto é dolore in lei. Il suo sembra il corpo flagellato di Gesú, ma il fatto che qualcuno si sieda accanto e la frizioni, la tiene sollevata, e chiude gli occhi assopita e serena.
Oggi pensavo che la nostra vita, la vita di ognuno di noi, é segnata da cose belle, che sono i sogni, gli atti dettati dall’amore, e da cose meno belle, che sono i dolori, le mancanze, gli errori. Tutti facciamo ogni giorno questa esperienza e, siccome ci tocca sul vivo del nostro essere, dovremmo imparare a non giudicare nessuno perché non siamo migliori di nessuno.
Stasera pensavo che sono fortunato perché Paola mi ricorda, nel suo estremo tentativo di afferrarsi alla vita, nella sua lotta dura per arrivare al Cielo, che non c’é tempo da perdere e che il senso vero del mio essere qui si concentra in quei delicati massaggi sul suo corpo martirizzato dalle piaghe di una malattia crudele.
Grazie, Paola, grazie bimbi!
Abbiamo creduto insieme al sogno
Abbiamo creduto insieme al sogno bello di poter avere un centro dove ospitare i nostri bambini e dove poter alloggiare tante delle nostre famiglie. Tanta generositá ci ha sostenuti e ha reso tangibile questo sogno, che non abbiamo certo inventato noi ma che é venuto delineandosi piano piano, come cresce nel silenzio un bimbo nel seno della madre.
Questo periodo, tra l’altro é marcato da una grande stanchezza, alleviata dalla presenza preziosa di tanti amici e tante amiche che sono venuti personalmente a condividere le nostre semplici giornate. La stanchezza si traduce spesso in un certo rilassamento e in una non chiara visione del futuro, specie nelle decisioni da prendere o nelle prioritá da tener presenti.
Ma siccome siamo in tanti, e in tanti cerchiamo di avere un cuore pulito, é un giogo soave sopportare la durezza di questi giorni e la fatica. Cerchiamo di andare avanti con serenitá. I bimbi ci spronano, ci danno animo. Gli amici ci sostengono.
E la casa si riempie di nuovi volti. Da due giorni, infatti, sono arrivate Roxana e Miriam, due sorelline, di 9 e 12 anni, della stessa tribú di Giovanna e che i genitori vorrebbere salvare dagli stessi gravi problemi che Giovanna ha vissuto. E poi c’é Marianita che ieri mattina é tornata a casa dall’ospedale. Cosí sono 4 le bambine della tribú Yuqui che vivono con noi. Probabilmente la venuta di Mariana ha provocato un po’ di scombussolamento nella salute di tutti noi, visto che ci siamo improvvisamente raffreddati e riempiti di tosse, ma valeva la pena riprendere con noi questa bambina che oggi/domani compie 3 anni e da quando aveva 7 mesi ci é stata affidata.

Scopro ogni giorno di piú che la bellezza di questa casa sono i volti dei nostri bimbi. Dietro questi volti si nascondono storie belle che ogni giorno si arricchiscono di particolari gioiosi e commoventi. Non si puóimmaginare cosa significa per noi, per esempio, vedere il piccolo e gracile Manuel che ha imparato ad avvitare l’indice sulla sua guancina per segnalare che la ministra é buona (ho scritto ministra, per errore, invece di minestra), lui che non sa ancora dire una parola. O María René che, nonostante i suoi capricci, si sveglia al mattino e viene ad abbracciarmi con un “Te quielo mucho, Ali (te quiero mucho, Ari,)”. O Sebastian che oltre alla “T” ora sa sbiascicare pure la “B”. O Evita che vuole dare un bacino a tutti, proprio a tutti, prima di andare a dormire e con questo semplice gesto sbollisce le tensioni interpersonali che magari sono sorte durante il giorno. E Marianita che piano piano impara a giocare di nuovo insieme ad altri bambini, e sorride. O Franco (é il nome nuovo di Antonio
che é stato coniato nelle settimane scorse da alcuni dei nostri amici italiani qui presenti) che é qui che mi fa da angelo custode, con tante domande su ogni parola che scrivo in italiano (in questo preciso momento la domanda é: Que es eso, Parola?). E mi confessa che gli piacerebbe imparare ad usare il computer per potersi sentire piú utile qui in casa. E magari un giorno imparerá davvero! O tutte le bimbe piú grandine che prima di andare a letto, stasera, mi hanno detto che vorrebbero fare un regalino a Marianita per la sua festa.
La vita scorre vera dentro di noi grazie a questi particolari semplici, e riusciamo ad andare avanti con rinnovato entusiasmo, nonostante le poche forze.
E mi nasce spontanea questa costatazione: quante cose belle potremmo continuare a fare tutti insieme! Un giorno abbiamo gridato di gioia per il cielo che era stato fatto nella stanza dei nostri bimbi. Speriamo di poter gridare presto la nostra gioia per la prima casetta che sará fatta per una delle nostre famiglie. Oggi – tra l’altro- sono venute due di loro per comunicarmi che erano state cacciate via di casa e che non sapevano dove rifugiarsi (con tanti figli sulle spalle, nessuno le vuole!).
Probabilmente una verrá qui da noi, nei prossimi giorni, quella di Carlito ed Hilda, visto che il fratellino piú piccolo non ha neanche un mese di vita e le possibilitá di proteggerlo sono limitate. La cosa bella é che proprio in questi giorni si sono avvicinati alcuni papá dei nostri bimbi dicendo che vorrebbero offrirsi per la costruzione delle case proprio in questo periodo
in cui c’é grande scarsitá di mano d’opera.
Un’altra cosa bella é che oggi abbiamo finito di scavare il pozzo. A 86 metri di profonditá abbiamo acqua sufficiente per poter dar da bere a piú di 1.000 persone.C’é uno scritto bello di Martin Luter King sui sogni. Tanti senza dubbio lo conoscono. Il nostro sogno é maturato dal cuore e forse per questo coinvolge tanti. Teniamo gli occhi fissi lí e siamo sicuri che presto fioriranno casette nel terreno bello che ci circonda. Dentro la casa fioriscono volti di bimbi e fuori fioriranno casette: mi sembra logico!
Un abbraccio grande a tutti e un saluto speciale a chi ha lasciato il suo cuore e il suo affetto qui, dopo la partenza.
Ari
abbiamo già fatto il cielo
"Abbiamo giá fatto il cielo!"
E' stato il grido di gioia di Betty quando stasera ho aperto la nuova stanza giochi dei bambini, stanza che lei sta disegnando e pitturando insieme a Pino. E bisogna tener presente che lo fanno nei momenti liberi della giornata.
Sono rimasto impressionato da questa semplice frase mentre contemplavo con ammirazione e soddisfazione le volute di azzurro che ora fanno da sfondo alle quattro pareti della stanza.
"Abbiamo già fatto il cielo". Ritrovo in questa semplice frase il senso profondo di ammirazione che traspare dai primi capitoli della Bibbia quando Dio, al termine di ogni giornata del suo lavoro, diceva a se stesso che tutto quanto aveva creato quel giorno "era buono".
Mi viene come da dire che qui, in questa casetta dei bambini, possiamo fare persino il cielo o, detto in un altro modo, possiamo farci avvolgere dal cielo. Il contatto quotidiano con i bambini, con questi bambini un po' speciali, toccati dalla malattia, segnati da tante situazioni drammatiche, ma che ti abbracciano, ti baciano, che corrono o "miagolano" per farsi coccolare, ci fa sperimentare una protezione speciale del cielo, ci trascina in una dimensione che ha il sapore del divino.
"Abbiamo già fatto il cielo". E' un pezzo di casetta che si è costruito oggi, una pennellata di bellezza che rimane a sigillare il contributo di ognuno di noi che crediamo in questo sogno. Sì, perché insieme a chi fa il cielo c'è pure chi fa i cappelletti, chi fa i disegni, chi fa le commedie, chi fa il postino, chi fa il tifo, chi fa i progetti, chi fa la blog, chi fa le mandorle atterrate, chi si scervella per trovare sponsor, chi cuce, chi soffre in silenzio, chi dona il proprio tempo, chi...
Presto manderemo le foto del cielo, dei prati, dei ruscelli, degli animaletti che sorridono e dei nostri bimbi stupiti che potranno godere di questo paradiso...



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