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.... le sorprese continuano....

aristide (09/10/2009 - 00:15)


guardate il nostro David ....al suo arrivo, quasi un anno fa ,  era ridotto quasi un vegetale  che non riusciva nemmeno a stringere tra le manine il suo biberon.... eccolo ora !!!!
VIVA DAVID!!!  Grazie Ari , Grazie Giulia , grazie Tania e tutti i ragazzi e ragazze  che lo hanno curato , ma soprattutto amato !!!!  
 

david, matteo e celestina

aristide (15/03/2009 - 15:46)

Mi   è  stato  detto  più volte, in questo periodo, che è bello iniziare la settimana  insieme,  condividendo  qualche  ritaglio  di  vita della nostra casetta o della nostra esperienza come “famiglia grande”. Mi sembra proprio una bella idea e cerco di metterla in pratica.

Il  piccolo  bebé (prima senza nome, ora con il suo proprio nome: Matteo!),David e Celestina sono gli ultimi arrivati nella nostra casetta, insieme ad Iver,  che  vive  per  adesso  con  la  coppia  di Pavia che ci aiuta nella costruzione  della  scuola e ci dà una mano concreta nella cura dei bimbi e della casa.

Questi  tre  piccoli, tra le tante cose in comune, hanno una caratteristica che li rende particolarmente simili: sono di poche parole.

Il  piccolo Matteo oggi compie tre mesi: auguri! Ed è comprensibile che sia di  poche  parole.  David  ha quattro anni e per il suo stato di salute  non parla  (chissà  se  un giorno riuscirà a parlare...). Celestina, invece,  di anni  ne compirà dieci il venti maggio, ma non parla perché la sua lingua  è incomprensibile per noi e nessuno di noi la parla. E poi lei è molto  timida e forse, in tutti i modi, parlerebbe poco lo stesso.

Sono  i  nostri favoriti perché “piccoli e indifesi” e in certi sensi, pure rifiutati.

Matteo  e  David  sono  stati  abbandonati  dalle loro mamme in ospedale...Celestina è senza la mamma, morta durante il parto dell’ultimo figlioletto,sola, lassù sui monti a 4.000 metri...

Tutti e tre hanno un volto molto bello, che è stranamente chiaro.

E’  vero  che sono di poche parole, ma è altrettanto vero che hanno un modo tutto  loro  di  esprimersi,  e questo periodo insieme è marcato dal nostro sforzo  per  comprenderli,  per cercare di comunicare con loro, cercando di capire i loro suoni, le loro espressioni, cercando di anticiparci alle loro necessità non espresse a voce.

Il  piccolo  bebè miagola ogni tre ore, quando scade il tempo di riposo tra una poppata e l’altra. Sembra un orologio e non ritarda mai di un minuto!  A dire il vero, come ben sanno le mamme, lui di suoni ne emette altri: per la bocca,  dopo  aver  finito  il  biberón,  ed  anche per il “potito” (si può intuire  la traduzione), per liberare il pancino dai gas. Dopo questa
prima settimana con noi, è ingrassato! Si fa per dire, ma di fatto ha le gote più cicciottelle.  In  tutti  i  modi,  stiamo tutti sull’attenti per capire il gesticolare  delle  sue  braccine  e  il  movimento della sua bocchina o il lamentarsi  fuori  tempo.  A volte si va per tentativi: forse un po’ più di latte,  forse  un  pannolino asciutto, forse un ruttino che manca, forse un po’ di coccole, forse una copertina in meno o forse qualche altra decisione misteriosa difficile da decifrare. E allora –tutti quelli che siamo in  casa in  quel  momento-  ci  riuniamo  per  metterci  d’accordo  e  dalla nostra discussione  ne  vengono  fuori  dieci alternative diverse. Giusto il  tempo perché  il  piccolo  si  addormenti  di  nuovo, cosciente della nostra  poca preparazione  in  quanto  a  bebé.  E lì, nei suoi sogni, un sorriso  spunta sulle  sue  guancette gonfie. Giulia (l’amica di Parma che è venuta a  darci una mano) dice che sta parlando con il suo angelo custode...

David  dice solo “ta ta taa taa”, modulato in diversi toni. Tutti gli altri bimbi  della casa si avvicinano a lui e insieme a lui parlano il “ta ta taa taa”.  “Mi  ha risposto!”, gridano poi felici. David suona il tamburo con  i piedi  (contro  la parete della culla, come se fosse ua bicicletta) e batte le  mani  continuamente  per richiamare l’attenzione su di sè e per  cercare una  stretta  di mano, una mano amica, una mano che gli esprima tenerezza  e gioia.  Ogni tanto, sventola la sua manina fino al bordo della culla come a dire:  “Hei,  amici,  io sono qui, esisto ancora, anche se adesso voi  tutti siete  occupati  con  la  novità  del piccolino”. David e Matteo dormono di sotto,  dove  c’è  più  caldo e dove possiamo controllare il loro sonno e i loro  desideri, senza dover svegliare gli altri amici della casa. Quando di notte  il  piccolino  piange/miagola,  anche  David si sveglia e ammicca un risolino, da furfantello geloso. Il biberón deve essere dato anche a lui!

Dopo  quasi  7 mesi che è con noi, ormai riusciamo a capire quasi  tutto di David.  Non  c’è  bimbo  in  casa più sensibile ai nostri stati d’animo, alnostro modo di trattarlo. Un bacetto sulla fronte lo fa felice per tutto ilgiorno.  Un saluto da lontano (“Hola, David!”), richiama il battito  allegro delle  sue manine. Una sgridata, quando si toglie tutti i vestiti di dosso, produce  immediatamente  una  mescolina  sulle sue labbra che fa tenerezza. Quando  mangia  di  gusto,  si  mette  a  sguazzare  nella sua culla e ride sonoramente con altrettanto gusto.

Celestina  ha  scelto  lei stessa di ritornare qui a casa per completare il trattamento  contro  la  tubercolosi.  Da  quando  siamo andati a Karpani a prenderla, martedì scorso, il sorriso splende sul suo volto, ogni volta che le dirigiamo lo sguardo. Le uniche parole che sussurra sono: “sì, no”, ogni  volta  che  le  facciamo  una  domanda. Ma quando i suoi occhi incrociano i nostri  la  vediamo  felice.  Passeggia  con  calma  in  giardino,  data la debolezza  del  suo  fisico,  alla  ricerca  di  amichette,  che per ora la schivano. Mangia con gusto pure lei ed è felice di avere un letto tutto  per lei,  con lenzuola e coperte. Va a scuola con gli altri bimbi della sua età proprio nel corso con la professoressa che per fortuna parla la sua lingua.
Ma noi non riusciamo ancora ad entrare nei suoi pensieri. Oggi  le  abbiamo comprato dei vestitini nuovi che domattina potrà spianare per andare a scuola. E’ una donnina, e ci tiene!

Il  piccolo  bebè,  il  piccolo  David  e  la  piccola  Celestina  sono  tre angioletti  che  rallegrano  la  nostra casetta, coi loro gesti, con i loro sussurri,  con  le loro espressioni spesso misteriose per noi. Le loro  vite sono  spuntate nel giardino della nostra casa per ricordarci che nell’amore bastano poche parole per far fiorire il sorriso.

J.Sebastian

aristide (20/08/2007 - 14:59)

Ciao a tutti! So che avrei dovuto scrivere prima, e di materiale ce ne sarebbe, le cose che succedono qui sono tantissime e ogni singolo momento sarebbe degno di essere raccontato, anche se fa parte di una giornata come tante... ma forse proprio per questo si fa fatica a fermarsi per scegliere cosa dire e cosa non dire.

Vedere i tre bimbi “grandi” di casa (Eva, Sebastian e M.René) che giocano da soli parlandosi come grandi, abbracciandosi e spingendosi a turno sulla macchinina, vedere che Sebastian va a dare la manina a M.René che é caduta la consola dicendole chissácosa, vedere Evita che spiega a Manuel che deve sempre mangiare tutta la pappa e vedere M.René che obbliga Sebastian a fare la pipí nel vasino varrebbe tante inutili edizioni del Grande Fratello!

Oggi vorrei parlarvi un po’ di piú di J.Sebastian, il bimbo che alberga nei sogni di tutte le mamme e nonne emiliane

Ha dei bellissimi occhi a mandorla neri neri che risaltano nel suo faccino paffuto sempre sorridente. E’ dolcissimo, continuamente in cerca di coccole e di abbracci, tranne quando decide di “no abrazos, mi becio no” piú che altro per farci dispetto! Le prime volte era veramente difficile capire cosa volesse, con quel linguaggio in cui mancano cosí tante consonanti... solo Evita lo capiva sempre e ci veniva in aiuto; comunque mi pare che ora stia facendo dei miglioramenti, o forse siamo noi che ci siamo abituati a lui. Bisogna dire che in questo senso le due chiacchierone di casa, Eva e M.René, lo stanno spronando, visto che lui cerca di copiare e ripetere tutto quello che loro fanno e dicono e ovviamente le due streghette se ne approfittano, dandogli ordini e sgridandolo bonariamente per quello che sbaglia come due maestrine.

Per Sebastian il momento della pappa é sacro: che si tratti di colazione, merenda cena o latte della notte nel biberon, non é il caso di scherzarci su; se qualcuno per dispetto gli ruba un biscottino é capace di piangere per mezzora, tanto é permaloso, anche se il biscotto gli viene restituito! Affronta la zuppa e latte biscotti con una pazienza tutta boliviana, a cucchiaiate piene e costanti fino all’ultima goccia. E’ buffissimo guardarlo quando, terminata la la pastasciutta, per non sprecare nemmeno l’ultimo pezzetto di maccheroncino, applica il “Metodo Nonna Luciana”, vi versa un bel bicchierino di acqua e comincia a pulire tutto il piatto a cucchiaiate! Considerando che è arrivato qui denutrito, ha fatto dei passi da gigante per raggiungere i suoi 15 kg di ciccia e simpatia! Anche nella stanza dei materassi il suo gioco preferito é quello di preparare la pappa a noi grandi e imboccare uno ad uno tutti gli animaletti del bosco che ha disegnato la Betty, poi ci mette tutti a nanna con cuscino e copertina!

Non sono tutte rose e fiori, ovviamente, anche lui ha imparato che coi capricci si può ottenere tanto, ed essendo cosi permaloso, basta poco, basta guardarlo seri seri che lui fa il mescolino e scoppia in un pianto inconsolabile e interminabile. Peró in questi casi io e Ilenia abbiamo un sistema speciale: lo mettiamo in castigo nell’angolino, lui continua a piangere per un po’ contro il muro, quindi basta chiedergli “hai finito, Sebastian?” che lui risponde “Cí” (si) e smette improvvisamente, dopodiché, amici come prima, torna scherzare e giocare con tutti!

E’ un bambino tanto dolce, si avvicina a tutti, grandi e piccoli, con le braccia spalancate e un sorriso tanto amorevole e di una bontá tanto incondizionata che é impossibile non volergli un sacco di bene!

Un salutone a tutti,
Franci

 

 

stiamo guardando i cartoni animati

aristide (04/08/2007 - 23:04)




Ciao a tutti!

 

Mentre vi sto scrivendo stiamo guardando i cartoni animati; non che sia cosa da tutti i giorni, ma a volte anche qui si guardano i cartoni tutti insieme, rigororsamente entro le 8, i piú piccoli vanno a nanna presto.

 

Maria René come suo solito non riesce a smettere di parlare e di correre davanti allo schermo, finendo col farsi riprendere da tutti, ma é talmente testarda che non accetterá mai di sedersi buona buona come gli altri!

 

Evita sonnecchia accoccolata con la testa sulle mie ginocchia, Sebastian indica di continuo lo schermo e commenta con i suoi discorsi pieni d tatatatá e cicicí, mentre J.Manuel guarda in silenzio le immagini che scorrono davanti a suoi occhi grandi spalancati.

 

Juan Manuel é il piccolino della casa, ha appena 20 mesi e giá deve sopportare il peso di due gessi alle gambine. Peró non si lamenta mai, sempre tutto preso ad osservare il mondo che lo circonda col suo musino assorto. Non si lamenta praticamente mai, pur passando la sua giornata tra il box e il passeggino, mentre gli altri bambini gli corrono intorno. A lui basta che qualcuno gli cambi il pannolino, gli dia il suo biberon e poi lo si puó mettere a nanna tranquillo fino al mattino; non piange nemmeno al mattino quando si sveglia, si limita a dire qualche sua parolina o mugolio per far sapere che c’é anche lui.

 

La cosa piú divertente é vederlo gattonare con quelle due gambine che lo impediscono ma che si porta dietro con un’agilitá che impressiona. Gli piace tanto poter stare nella stanza dei giochi, tutta rioperta di materassi (quella dipinta da Betty) fra, dove anche gli altri bimbi sono tenuti a togliere le scarpine e lo imitano gattonando insieme a lui e giocando ai cagnolini. Forse solo lí si sente veramente uguale a tutti gli altri.

 

 

Giovedi peró togliamo i gessi! Vista la forza con cui si attacca alle pareti del box cercando di alzarsi in piedi, qui tutti dicono che non appena si libererá dall’impedimento uscirá correndo dall’ospedale!

 

E’ un bimbo tanto dolce, sembra un bambolotto, cosí buono e cosí sempre pronto a fare un sorriso gigante appena qualcuno gli si avvicina per dargli un po’ di attenzione. In tutti i giorni che siamo stati qui non credo di averlo mai visto piangere davvero, sono piú le volte che scoppia in una risata improvvisa parlando con i suoi giocattoli!

 

Stamattina siamo stati tutti insieme a trovare la sua mamma. Siamo arrivati suonando il clacson nella via impolverata in cui vive col resto della famiglia e i due fratellini sono uscti precipitandosi in strada.

 

 

 

La mamma li ha seguiti facendo ben attenzione a chiudere la porta della “casa”, per non farci vedere le condizoni in cui si trova. In effetti chiamarla casa é un po’ una forzatura: dalla porta ho intravisto una sorta di porticato malfermo, pieno di ferri, travetti e calcinacci, terra e polvere ovunque.

 

I fratellini sono due bei bimbi (qui i bimbi sono tutti belli!), assomigliano a Juan Manuel, ma la differenza tra il nostro cuccioletto e loro é impressionante! Lui tutto pulito, ben vestito, biberon appena finito, loro tutti impolverati, con dei vestitini sudici e, dalla foga con cui hanno afferrato la borsa di generi alimentari che gli abbiamo portato, senza troppa pappa nel pancino.

 

 

La mamma sembra piú vecchia della sua etá, potrebbe essere tranquillamente scambiata per la nonna, viste le mamme giovani che ci sono qui.

 

 

Come si fa a pensare di mandare di nuovo il nostro bambolotto, abituato ad avere il pannolino cambiato quando lo reclama, ad addormentarsi con il biberon tra le manine, a gattonare nel prato circondato dai fratellini, in mezzo alla polvere e allo sporco di una casa dove la tavola non si apparecchia tutti i giorni?

 

 

 

Buonanotte

 

FRANCESCA

26 marzo

aristide (26/03/2007 - 00:44)

Ciao!
Alcune notizie di casa...
Oggi ho comprato 200 pannolini, 450 salviette profumate, 100 rotoli di carta igienica, vari chili di detersivo per lavatrice, 3 chili di detergente per i bagni, vari secchi per le immondizie, e non ricordo bene il resto..., oltre alla torta per il compleanno di Gabriel. I vasini li avevo comprato alcuni giorni fa... Forse dovremmo cercare uno sponsor....

Mi sembra che la casa cominci a prendere un certo "corpo". In realtá, sono i bambini che danno corpo a questa casa. Sarebbe bello poter riprendere i movimenti, gli sguardi, gli atteggiamenti, le manie, di ognuno di loro ora che pure noi impariamo a riconoscerli.

Juan Manuel ha poco piú di un anno, ma sembra un fuscello da quanto é piccolo e debole. Ieri gli abbiamo tolto il gesso dalle sue gambine per portarlo dal dottore. In maggio si opererá ad entrambe i piedini per poter camminare, un giorno. Ha un carattere pacifico. Sta tutto il giorno seduto sul materassino, nel salotto, giocando da solo con qualsiasi cosa gli si metta sotto le mani. Il suo giocattolo preferito é il camioncino che ci ha regalato Neco, il figlio di Massimo e Adelaide, prima di partire per l'Italia. Sorride come un matto ma si arrabbia se gli si porta via qualcosa dalle sue manine. Solo il biberon non é capace di tener stretto tra i suoi ditini. Piange quando é sporco, ma la sua vocina é cosí debole che pare un lamento preso a prestito da alcune della pagine delle foreste del "Signore degli Anelli". La sua mamma é giá venuta due volte a trovarlo. Sembra uno spaghetto cotto da una settimana, tanto é magra e consumata. Non dice una
parola di spagnolo, ma é felice di vedere il suo piccolo cosí arzillo e pimpante.

Johan Sebastian (Bastian, lo chiama María René) compirá 3 anni in giugno. E' sdentato che fa paura, ma mangia come un lupetto. Sta imparando a dire le sue prime parole ripetendo quello che ascolta da María René. Cammina tutto
traballante, ma dorme già in un letto grande perché ha paura della culla. Quando va a dormire vuole sempre qualcuno con lui, per alcuni minuti, per sicurezza. Tutto il giorno si diverte scarrozzando su una specie di auto senza pedali che hanno regalato tempo fa a María René. Sorride tanto pure lui, ma non c'è verso di farlo sedere sul vasino: sono pianti inconsolabili. Ha la diarrea quasi costante per cui si capisce l'acquisto abbondante di pannolini, ma il dottore dice di non preoccuparsi (forse il dottore è padrone della ditta che fabbrica i pannolini). E' continuamente soffocato dalle smancerie amorose (o fraterne, non saprei) di María René, per cui ogni tanto siamo costretti a dividerli, come fa l'arbitro nei duelli boxistici.

La mamma è venuta una volta a visitarlo ed è contenta che sia qui. Ci chiama, comunque, spesso per telefono per sapere come sta il bimbo. Isabel continua tranquilla in ospedale. Pesa già più di 10 chili e mezzo, e le sue scottature stanno sparendo. Anche i suoi capelli cominciano a cambiare colore e a infittirsi (segni della denutrizione che ha  offerto
per tanto tempo). Ha il suo caratterino pure lei. Se vuole qualcosa si fa capire a suon di pianti e strilli. I medici sono contenti del suo ricupero e presto tornerà a casa, da noi.

María René fa da padrona di casa. Grassa come un porcellino, vuole essere sempre lei al centro dell'attenzione. Ma è sempre bravina: rispetta gli orari, va al bagno regolarmente e quando fa qualcosa di buono, grida forte: "Bavo, bavo (bravo, bravo!)!". E' la nostra preferita, non possiamo negarlo, perché il suo carattere accalappia le simpatie di tutti. Certo, se si accorge che abbiamo un occhio speciale per gli altri bambini, subito corre a farsi coccolare. Ma poi, nei momenti tranquilli, è lei che gioca con Juan Manuel e che spinge l'auto di Bastian.

Di notte sono bravini. Si dorme un po' meno, ma nel fondo bisogna essere soddisfatti perché tutti e tre stanno alle regole di questa nuova casa. Ora abbiamo sistemato i lettini in un angolo ampio del corridoio del secondo piano, diviso con tende grosse, per evitare la luce e le correnti d'aria. Io sono caduto dalle scale, l'altra notte, e ho preso una bella botta sulla schiena e faccio un po' di fatica quando devo tossire, ma il dottore dice che tra due settimane passerà tutto.

Che bella la nostra vita, vero?
Un abbraccio forte dai bimbi che sono su che dormono, spero..., o forse staranno giocando a briscola nella sala giochi...